29 - 11 - 2016 in Disturbi personalità

Il Disturbo Borderline di Personalità (DBP) è molto difficile da diagnosticare, in quanto molto spesso viene identificato come una sorta di “entità” entro la quale inserire tutta quella serie di casi che non hanno trovato una loro ben precisa classificazione.

In realtà, invece, il Disturbo Borderline di Personalità è uno fra i disturbi più frequenti e maggiormente studiati e con caratteristiche specifiche molto ben riconoscibili

Le persone affette da Disturbo Borderline di Personalità sono caratterizzate da una forte impulsività e da una notevole incapacità di mantenere relazioni, oltre che da una distorsione dell’immagine di sé.

Non sono ben chiare le cause che possono predisporre a un Disturbo Borderline di Personalità e anche se spesso lo si vuol riferire ad eventi traumatici o ad abusi sessuali subiti nell’infanzia, non è confermato che tutto questo sia vero.

Disturbo-Borderline-Personalita

Quasi tutta la letteratura scientifica è concorde nell’individuare sicuramente nei fattori genetico-temperamentali i principali predisponenti alla contrazione del D.B.P.

Disturbo Borderline di Personalità, Sintomi, Conseguenze, Terapia

Il D.S.M. , ovvero il manuale Statistico e Diagnostico Dei Disturbi Mentali, identifica il Disturbo Borderline di Personalità, caratterizzato da cinque o più dei seguenti fattori:

  1. Sforzi disperati di evitare un reale o immaginario abbandono
  2. Un quadro di relazioni interpersonali instabili e intense, caratterizzate dall’alternanza fra gli estremi di iper-idealizzazione e svalutazione
  3. Alterazione dell’identità: immagine di sé e percezione di sé marcatamente e persistentemente instabili
  4. Impulsività in almeno due aree che sono potenzialmente dannose per il soggetto come ad esempio spendere eccessivamente, promiscuità sessuale, abuso di sostanze, guida spericolata, abbuffate
  5. Ricorrenti minacce, gesti, comportamenti suicidarsi, o comportamento automutilante
  6. Instabilità affettiva dovuta ad una marcata reattività dell’umore (per esempio, episodica intensa disforia, irritabilità o ansia, che di solito durano poche ore, e soltanto raramente più di pochi giorni)
  7. Sentimenti cronici di vuoto
  8. Rabbia immotivata ed intensa o difficoltà a controllare la rabbia (per es., frequenti eccessi di ira o rabbia costante, ricorrenti scontri fisici)
  9. Ideazione di paranoie o gravi sintomi dissociativi transitori, legati allo stress.

Le conseguenze del Disturbo Borderline di Personalità

Fra le conseguenze principali di questo disturbo vi sono, ad esempio, significativi livelli di instabilità emotiva che ne condizionano i rapporti interpersonali e il rendimento lavorativo, in quanto il paziente oscilla tra rabbia, ansia e dolore e vergogna, panico, senso di vuoto e solitudine profonda che, nonostante le capacità cognitive ed intellettive del soggetto, lo portano verso l’abuso di droghe, alcool e altri comportamenti autolesionistici.

Queste caratteristiche, associate con l’instabilità del tono dell’umore, portano spesso a confondere questo disturbo con il disturbo bipolare dell’umore, in realtà il Disturbo Borderline di Personalità ha un quadro clinico perfettamente delineato da un comportamento che è caratterizzato e totalmente ossessionato dalla paura dell’abbandono, il quale può portare anche a gesti impulsivi, addirittura estremi, proprio al fine di evitare la possibilità di rimanere soli.

Trattamento del Disturbo Borderline di Personalità

Il trattamento del Disturbo Borderline di Personalità prevede, come indicano gli esperti, una psicoterapia strutturata, meglio se di orientamento cognitivo.

La relazione con questo tipo di paziente è molto problematica e, a seconda della gravità e del quadro clinico, in certi casi, eventualmente, la psicoterapia cognitivo-comportamentale potrebbe sortire migliori effetti se affiancata dalla farmacoterapia.

Infatti le persone affette da questo disturbo, in alcuni casi, al fine di controllare i loro eccessi di emotività, possono ricorrere ad azioni incontrollate quali esplosioni di rabbia, litigi violenti, gioco d’azzardo, tutte difficoltà che vanno poi ad incidere negativamente sulla stima di sé, percependosi di conseguenza, drammaticamente come inutili, sbagliati e fragili.

Secondo la letteratura medica, la terapia farmacologica che viene utilizzata a supporto della psicoterapia, prevede tre diverse gradualità di azione

Somministrazione di antidepressivi

Le prime due fasi servono per regolare le emozioni e l’impulsività.
Gli antidepressivi possono essere integrati anche con stabilizzatori dell’umore,

Somministrazione di neurolettici a basso dosaggio

La somministrazione di questi farmaci avviene nella terza area sintomatologica, che è la più compromessa per via della presenza di intenzioni suicidarie, sintomi dissociativi e idee persecutorie.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale nella terapia del Disturbo Borderline di Personalità, pur essendo la tecnica più indicata ed in uso, presenta notevoli problematiche nella somministrazione.

Infatti le dinamiche relazionali del paziente possono portarlo verso l’idealizzazione del terapeuta, ma anche alla svalutazione del terapeuta con il rischio dell’interruzione della terapia.

Per questo è di fondamentale importanza l’impostazione, da subito, di una buona alleanza fra paziente e terapeuta, insieme con accordi ben precisi sugli obiettivi da raggiungere con il trattamento psicoterapeutico.

Tutto questo al fine di sviluppare una relazione terapeutica nella quale venga sperimentato il senso di accettazione di sé che è fondamentale per questo tipo di disturbo

Altrettanto fondamentale è far percepire un senso di aiuto e protezione che può realizzarsi anche attraverso l’incontro con i familiari, al fine di spiegare cosa sta succedendo al loro caro, come si procede verso la guarigione e come funziona la terapia, proprio per creare un contesto tranquillizzante ed un effetto benefico per il paziente.